GIORGINA PI / BLUEMOTION
ROMA / Parco di Torre del Fiscale
Via dell’Acquedotto Felice 120
18 giugno 2026
giovedì
Ore 19.00
TEATRO | PERFORMANCE | DIARIO DA ASCOLTARE IN CUFFIA | SITE SPECIFIC
Nata vicino ai fantasmi. Nata Tempesta. è una performance che si ascolta in cuffia.
In boschi e in stazioni, in prati urbani e in teatri, in musei e parcheggi.
Di fronte al mare, in un mercato.
In piedi, sdraiatə, ballando, sedutə, ad occhi chiusi o spalancati.
È il diario degli anni di lavoro su Tiresia nei versi di Kae Tempest: avvicinamenti, impressioni, odori dei luoghi, vestiti indossati alla rovescia, voci sentite lontane da una finestra, corpi perduti ritrovati nei lineamenti di un nudo ramo.
La poesia di Tempest si mischia a lingue lontane, tra i rifugi scelti quando il peso del mondo è amore.
È un abbraccio di minuti intimi, guarda il prodigio delle tante vite di Tiresia dai suoi occhi cavi.
È un augurio di rinascita, un atto di gratitudine all’invisibile.
Hold your own!
Durata: 40 minuti
Performance rivolta a un numero limitato di partecipanti. È compresa nel biglietto giornaliero ma è RICHIESTA LA PRENOTAZIONE > scrivendo a info@attraversamentimultipli.it o direttamente alla biglietteria del festival
Ideazione e regia: Giorgina Pi
cura del suono: Cristiano De Fabritiis, Andrea Pesce
voci di: Gabriele Portoghese, Aurora Peres, Maria Vittoria Tessitore, Vasilis Dramountanis, Christos Stergioglu, Monica Demuru
accompagnamento al lavoro: Benedetta Boggio
produzione: Angelo Mai/ Bluemotion /Granducato
Bio Compagnia
Bluemotion è una compagnia artistica fondata a Roma da Giorgina Pi, nata all’interno dell’esperienza dell’Angelo Mai, spazio indipendente di produzione e ricerca nelle arti performative. Il lavoro della compagnia dà vita a ambienti immersivi in cui i linguaggi si intrecciano e si contaminano, mettendo in relazione mito, scrittura contemporanea e immaginario politico.
Giorgina Pi è un’artista, regista, videomaker, drammaturga, scenografa, ricercatrice. Vive tra Roma, Atene e Parigi. Nei suoi progetti la scena diventa un dispositivo di ricerca in cui corpo, mito e storia si incontrano, generando forme ibride tra parola, ambientazioni sonore, immagini e performance. È l’ideatrice di Radicante, scuola delle arti transfemminista.





