Sconfinamenti linguistici. Yoris Petrillo in somalo

Abbiamo chiesto a Yoris Petrillo, performer di Animali | Margine Operativo, di raccontarci in lingua somala il programma del 24 settembre ad Attraversamenti Multipli.

ZAKARIA MOHAMED ALI CI HA RACCONTATO LA LINGUA SOMALA

La Somalia è un paese giovane, perché l’indipendenza dall’Italia e dal Regno Unito, l’abbiamo presa nel 1960. Il 20 luglio 1961 il popolo somalo approvò, tramite un referendum. Dall’indipendenza fino al 1991 abbiamo avuto solo otto anni di un governo eletto che ha liberato il Paese. Dal 69 al 1991 il paese è stato governato dal dittatore Siad Barre nel ’69.

foto Carolina Farina

Se parliamo di politica, la Somalia già era un Paese controllato “La Somalia era una delle tappe della via della seta che collegava l’Europa meridionale alla Cina”, a livello di società e di politica, perché è stato sempre colonizzato a livello di commercio. Poi è arrivato al potere Barré, che ha tenuto tutto sotto controllo in una forma dittatoriale. Dal ’91, quando è scoppiata la guerra civile, e fino al 2000-2004, dalla Conferenza di pace di Gibuti (2000), alla Conferenza di pace di Mbagathi (2002) e alla Conferenza di pace in Kenya (2004), che vide anche la partecipazione della IGAD, organizzazione politico-commerciale dei paesi del Corno d’Africa. I signori della guerra si accordarono per formare un governo di transizione, con presidente ad interim Abdullahi Yusuf Ahmed e capo del governo Ali Mohamed Ghedi. Dal 91 c’è stato il caos, hanno dominato i signori della guerra, in ogni quartiere o villaggio c’erano dei gruppi armati che comandavano.

La Repubblica Federale di Somalia

Nel 2012, il 1º agosto l’Assemblea Nazionale Costituente approvò la nuova Costituzione della Somalia, frutto dell’accordo tra il presidente Sharif Ahmed, il Primo Ministro Abdiweli Mohamed Ali. Secondo l’ONU, alla fine del 2012, il governo centrale controllava circa l’85% del territorio nazionale, grazie anche al processo di ricostituzione della polizia e dell’esercito. Nel 2013 ripresero i colloqui di riconciliazione tra il governo centrale di Mogadiscio e quello della regione settentrionale del Somaliland, che rivendicava l’indipendenza dal 1991. È stato un processo molto difficile, che ancora in corso. Per accompagnare questo processo di ripresa dell’autorità da parte dello Stato centrale, per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese 20.000 uomini dell’operazione di peacekeeping denominata African Union Mission to Somalia (AMISOM).

In Somalia si parla la lingua somala, che è stata scritta negli anni ’60. Prima il somalo si scriveva anche con l’alfabeto arabo, dopo, si è iniziato a scrivere con l’alfabeto latino.

Ancora oggi abbiamo tantissime parole somale prese dall’italiano. Per esempio tutte le parole a livello meccanico tipo: chiave, pinza, motore…oppure le parole di molte cose di casa, come il piatto, la forchetta, bicchieri, perché non abbiamo le parole corrispondenti in somalo o siamo abituati a usare. Oppure noi usiamo sempre “ciao”, però lo scriviamo con J, diventa “jaaw”. Anche la parola “ragazzi”, io ci ho fatto caso dopo che ho imparato l’italiano, lo usiamo quando si vede un gruppo di giovani un po’ lontani e vogliamo indicare per dire “quei giovani” noi diciamo “ragaasi”. I nostri nonni, quando si arrabbiavano, bestemmiavano in italiano e noi non li capivamo!

Nel vocabolario della lingua somala troviamo delle parole italiane “somalizzate”, perché noi pensiamo che sono parole italiane, ma poi quando arriviamo qua ci troviamo in conflitto. Anche io quando uso la parola fazzoletto mi trovo spesso in confusione, perché non so più se si dice “soffɛletto” (come l’ho imparata in Somalia) o “fazzoletto”. Perché col tempo le parole le abbiamo un po’ cambiate.

L’attuale presidente della Somalia si chiama Mohamed Abdullahi Farmajo, per tutti Farmajo, un appellativo che viene dalla parola italiana “formaggio”. Tante parole del cibo vengono dall’italiano. Il piatto principale del giorno, per molte famiglie, è la pasta. Per noi Barilla è sinonimo di lusso. Le famiglie ricche in Somalia negli anni ’90, quando c’era la carestia, mangiavano la pasta Barilla, quindi per noi è come un simbolo che ci è rimasto impresso. Ancora oggi il venerdì, che è una giornata importante, si mangia la pasta.

Un altro nel vocabolario somalo viene dall’arabo. Per esempio tutti i saluti, gli auguri vengono da lì. Poi in Somalia ci sono ancora oggi molte scuole coraniche, dove si studia principalmente in arabo, ma anche in inglese.

Da un altro punto di vista, secondo me, il somalo ha perso oggi il suo valore. Perché dall’indipendenza nel 1960, fino agli anni ’90, la cosa fondamentale che noi avevamo è che si studiava in somalo: la matematica, la geografia, la fisica, studiavi tutto in somalo.

Se volevi l’italiano, l’inglese, il francese o l’arabo le studiavi come lingua straniera. Invece da quando è caduto il governo, e le scuole non sono più pubbliche ma private, gestite da istituti che vengono dai paesi arabi o da altre realtà, i somali sono costretti a studiare molte materie scolastiche in inglese o in arabo. Negli ultimi tre anni delle scuole superiori tutte le materie si studiano in inglese o in arabo. Il somalo è rimasto solo quando si studiano le poesie e le canzoni. La lingua somala non ha più potere, si parla in casa, si legge qualche giornale, però quando si studia a scuola non si usa più.

Lascia un commento