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foto Carolina Farina

Ad aprire la scena dell’ultima giornata del festival Attraversamenti Multipli a Largo Spartaco è la compagnia di circo contemporaneo Madame Rebiné. Il nome mi ha fatto pensare ad una signora formosa che mangia ciliegie con un costume d’epoca oppure a una donna aristocratica dai modi eleganti che si sventola con un ventaglio molto simile alla Madame degli Aristogatti. La lingua francese e il suo accento richiamano subito a un certo tipo di immaginario spesso molto in contraddizione tra suono e significato. Così, oltre le mie aspettative celate dietro il nome “Madame Rebinè” è una sorpresa vedere che a Largo Spartaco la scena viene aperta invece da tre personaggi anziani e goffi che nonostante la loro età – scenica – raccontata da maschere rugose e posture doloranti non si perdono d’animo e giocano, con acrobazie e giocolerie, smaniano per stare al centro dell’attenzione, raccontano barzellette e aspettano un certo Alessio.
Uno scenario surreale, lo stesso che provo nella vita di tutti i giorni quando mi ritrovo davanti a un nonno, alla signora anziana che mi vuole a tutti i costi parlare mentre sono alla fermata dell’autobus o ai signori che giocano a bocce nello stabilimento balneare romagnolo mentre raccontano qualcosa del loro vissuto; e noi li ascoltiamo, spesso con un sorriso, un ghigno di imbarazzo, oppure una risata de core.

foto Carolina Farina

I tre performer Andrea Brunetto, Massimo Pederzoli e Alessio Pollutri sono con il pubblico dall’inizio alla fine dello spettacolo e hanno coraggio, il coraggio di sbagliare e sperimentare l’errore, sarà questo coraggio che li rende particolarmente vicini a noi? Non è semplice per lo spettatore capire cosa funziona e cosa no di questo spettacolo e chissà se la compagnia ne è consapevole; alla fine i tre performer ci ringraziano e ci dicono che stanno sperimentando e sono talmente autentici che il pubblico non può non empatizzare con loro e ridere di cuore.
Entrare a contatto con la creatività significa mettersi in gioco e l’essere creativi prevede un po’ di stupidità e vulnerabilità, fare e dire anche cose che di per sé sono sciocche. In questa epoca di caos e performance in tutti i settori è necessario essere stupidi, fare ironia sull’errore e sull’insicurezza. Mi capita delle volte di vedere alcuni spettacoli dove il pubblico fa solo da contorno. Il pubblico è abituato a relazionarsi costantemente con l’errore e l’insicurezza e quindi perché l’arte non può essere un territorio in cui si sperimentano gli errori, i principi basilari della creatività, del gioco e della gioia?
A fine spettacolo insieme ad Andrea, Hassan, Shannanara e Debora ci siamo persi in un gioco di suoni e di parole inerenti il mondo del circo in bangla e abbiamo potuto notare che le lingue in primis un po’ come il festival a cui abbiamo assistito hanno un loro attraversamento, ogni parola richiama un immaginario, quelle che ci hanno più stupito sono “pericolo” che si dice “mipoggionok” e “fol” (“frutta”) che ha la stessa pronuncia inglese del verbo fall (cadere  in inglese) e così la nostra mente artistica ha pensato che potrebbe esserci qualche associazione tra fol bengalese, il fall inglese e noi a Roma che spesso diciamo “Stamo alla frutta” per indicare che siamo arrivati alla fine di qualcosa.

ITALIANO BANGLA
1 circo sarkas
2 giocoliere giagla
3 bicicletta saikel
4 costume e maschera costium
5 frutta fol
6 cappello chull
7 clown giocar
8 presentatore maik
9 anziani briddo/e bura
10 giovane juan e/ juboti
11 canzone gan
12 risata hashi
13 applauso talì
14 errore vul
15 equilibrio barjomo
16 pericolo mipoggionok
17 danza nach
18 sedia kedara
19 spettatori dorshok
20 teatro monciò

Proponiamo un gioco, inserite in un cappello (chull) queste parole e pescatene tre e con le tre provate a comporre una frase. Scegliete le preposizioni che preferite e seguite l’intuito; potrebbe essere l’inizio per trovare delle frasi senza senso che hanno senso oppure potreste trovare la lista dei vostri nuovi 10 comandamenti pescando in un chull (cappello):
1- Costium talì gan che potrebbe essere
Il costume dell’applauso. Canzone
La canzone del costume da applauso
L’applauso per la canzone del costume

Deborah, Hassan, Shannanara e Debora

foto Carolina Farina

MADAME REBINÉ / Attraversamenté!

Uno spettacolo di Madame Rebiné concepito in esclusiva per il festival Attraversamenti Multipli. Sperimentale, multiforme, sconfinante, comico, coinvolgente e poetico… Parole chiave che accomunano i due gruppi e saranno alla base del processo di creazione. Cosa ne verrà fuori? Lo scopriremo a largo Spartaco.

Durata: 45 minuti

Bio Compagnia
Madame Rebiné è nata nel 2011 a Toulouse (Francia) maturando un progetto iniziato a Torino nel 2007 dall’incontro di A. Brunetto, M. Pederzoli e A. Pollutri presso la scuola di circo Flic. Dal 2021 ha sede in Italia, a San Quirino (PN). La sua missione è quella di vivere lo spettacolo come mezzo per sublimare le insicurezze, andare oltre le sovrastrutture psicologiche che ci allontanano l’uno dall’altro e riscoprire, nella risata e nella disinibizione, l’empatia verso gli esseri umani e verso la vita in generale. Una poetica fondata sull’amicizia, sulla non-violenza, sull’integrazione e sulla solidarietà.

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