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Ciao, sono Ali, musicista. Ieri sera è stata la prima esperienza da spettatore teatrale in Italia. Ogni vita umana è come un teatro, ma l’esperienza di una vita non basta. In Nobody nobody nobody. It’s ok not to be ok di Daniele Ninarello la combinazione di musica e teatro era come una grande città danzante nel cuore di una città oscura.

foto Carolina Farina

Lasciare il mondo delle macchine fuori dalla realtà, per un teatro infinitamente bello e abbandonato. La performance di Ninarello non è l’interpretazione di un evento ma il tentativo di interpretazione di una vita. Tutto inizia con un suono sgradevole e fastidioso, un uomo nudo e senza vita a terra, nessuna traccia di percosse, ma il corpo non riesce nemmeno a coprirsi. Pensavo fosse morto, ma dopo un po’ le sue mani hanno cominciato a muoversi ancora senza riuscire a coprirsi. Lo sforzo di fare un passo, e il passo successivo, come se qualcuno gli avesse legato mani e piedi, qualcuno gli stesse stringendo la gola. La sua lotta, come quella di ogni essere umano, quella di liberarsi, di sfuggire alla paura, alle catene che lo braccano, testa e piedi. Quando il suono cupo si ferma, anche il corpo smette di muoversi. Ma quel suono cupo aumenta, come il suono di un incubo. Mi è sembrato, ho provato a sentire questi suoni orribili nei miei sogni come se mi fossero molto familiari. L’uomo prova a muoversi velocemente, cade a terra e si rialza, ma non sembra esserci modo di fuggire. Come un uomo che scappa di notte da una foresta, non importa quanto possa provarci, tornerebbe comunque al punto di partenza. Quel suono. Quella voce aumenta, è ovunque, sempre più forte. L’uomo è pallido, non riesce più a stare in piedi, ha paura, è stanco, è perso. E quel suono, quella voce, non lo perdono di vista, non lo lasciano andare. Sta scappando da se stesso? Si ferma e il suono si ferma. Fermi anche noi, che guardiamo, come se ci stessimo sbarazzando tutti di questo suono orribile. L’uomo cammina lentamente e prende la sua chitarra elettrica.

foto Carolina Farina

Apparentemente è un suono terribile, ma la canzone è bellissima. Romantica e calma, ma piena di rabbia. Poi l’uomo posa la chitarra e il suono riprende, ma questa volta è una una canzone, una musica viva, e quei movimenti alternati e dolorosi dell’uomo si trasformano in una danza, la danza che mi aspetto da una ragazzina allegra e spiritosa.

Hi, I’m Ali, a musician. Last night was the first experience in my life in Italy when I saw theater. Every human life is like a theater, but the experience of a life is not enough. The combination of music and theater was like a big dancing city in the heart of a dark city. Leaving the machine world out of reality, in a theater infinitely beautiful and abandoned. Last night’s performance was not an interpretation of an event but an interpretation of a life. An unpleasant and annoying sound was heard, a lifeless naked man on the ground, there was no news of beatings, but he could not even cover himself. After a while his hands started to move and he could hardly cover himself. After much effort, was able to take a step, and the next step, as if someone had tied his hands and feet, someone was squeezing his throat. His struggle, like that of any human being, was to free himself from that predicament to escape fear, from the chains that surround him from head to toe. When that unpleasant sound ended, it stopped moving, That annoying sound was louder and more unpleasant, like the sound of a nightmare. I experienced hearing these horrible sounds in my dreams as if they were very familiar to me. The man started moving fast, he fell to the ground and got up, but it seemed that there was no way to escape from it.

foto Carolina Farina

He was like a man who wanted to escape from a cold and dark forest, but no matter how hard he tried, he would get back to the starting point. That horrible voice was getting louder and louder. He was pale and could no longer stand, he was scared, he was tired, he was lost, and that voice would not let go. Was he running away from himself? He stopped and the sound stopped. And those of us who were watching as if we were all getting rid of this horrible sound. The man walked slowly and picked up his electric guitar. Apparently it was a terrible sound from the same electric guitar and he sang a beautiful song. A very beautiful, romantic and calm song, but anger was seen in the song. He put down the guitar and the sound started again, but this time it was a very beautiful song, and those alternating and painful movements of the man turned into a beautiful dance that I expected from a happy and witty little girl.


DANIELE NINARELLO / Nobody nobody nobody. It’s ok not to be ok.

Partendo dalla propria esistenza autobiografica, la performance si manifesta come processo totalmente aperto, un discorso danzato che indaga le memorie e le tracce lasciate sul corpo dalla cultura del controllo, della violenza e dell’offesa. Il progetto è pensato come una serie di azioni “proteste”, che nascono da pratiche solitarie e meditative. Pratiche mantriche sviluppate negli ultimi mesi di distanziamento, che nascono per allenare la pelle a sprigionare ciò che percepisce trattenuto, pronunciare ferite ed esporre il “corpo vivo” autentico, per offrire la propria vulnerabilità come condizione attraverso cui lasciare operare la propria rivoluzione. Sostituire alle posture rigide della difesa e del controllo, nuove posture fluide, permeabili e trasparenti. Il corpo si fa simbolo di un territorio in cui indirizzare il pensiero di Cura e In queste proteste danzate da origine ad un nuovo alfabeto istantaneo, un susseguirsi di gesti e azioni come impeti liberati.

Durata: 40 minuti

Bio Compagnia
Ninarello si forma alla Rotterdam Dance Academy e danza con coreografi di fama internazionale tra cui Bruno Listopad, Virgilio Sieni e Sidi Larbi Cherkaoui. Dal 2010 le sue produzioni entrano nella rete Anticorpi XL in Italia e all’estero coi progetti Les Reperages e Dance Roads supportati da Mosaico Danza. Kudoku debutta alla Biennale Danza 10, ed è tra i progetti selezionati per AEROWAVES TWENTY17, NID Platform e il Rencontres Chorégraphiques Seine-Saint-Denis. STILL (2017) vince il Premio Prospettiva Danza 2016. Il progetto più ampio STILL Body Experience with Digital Brain è tra i vincitori del bando “ORA! linguaggi contemporanei_produzioni innovative” della Compagnia di San Paolo. Nel 2020 crea con Cristina Donà e Saverio Lanza PERPENDICOLARE, che intreccia live concert e danza, prodotto daFabbricaEuropa. Durante la pandemia lavora a NOBODY NOBODY NOBODY. It’s OK not to be OK.
È sostenuto da Lavanderia a Vapore e dal Festival OrienteOccidente, dopo esserne stato artista associato.

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