![]()
venerdì 28 ottobre 
Centrale Preneste Teatro | via Alberto da Giussano 58
h. 22.15 | sala teatro
teatro | ’75 |
Chi ama brucia. Discorsi al limite della Frontiera
ideazione e regia / director Alice Conti
testo / text Chiara Zingariello
disegno luci / lighting design Alice Colla
costumi / costume design Eleonora Duse
assistenza produzione / production assistant Valeria Zecchinato
uno spettacolo di / show by ORTIKA
una produzione / produced by Trento Spettacoli
con il patrocinio di / supported by Amnesty International
selezione / selected Premio Dante Cappelletti 2013, Roma
vincitore / award winner Anteprima 2014, (PI)
vincitore / award winner Festival Direction Under30 2014, (RE)
vincitore / award winner Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro – Giuria Giornalisti 2014, (UD)
vincitore / award winner Festival 20 30 bando 2015, (BO)
L’indigeno è l’essere chiuso in un recinto_ F. Fanon
Dalla città fantasma dentro la città reale. Dal CIE – Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri; in Italia mezzo milione di persone vi sono passibili di internamento fino a 18mesi. I clandestini, una categoria che questo luogo serve a creare. Il Campo rinomina attraverso le sbarre i corpi delle persone che confina.
La Crocerossina in uniforme d’accoglienza ci guida dentro il suo campo da gioco, dalla radio le voci dei prigionieri. Un viaggio dentro il Campo, le sue regole e il suo linguaggio orwelliano, dentro uno sguardo ravvicinato e miope sull’altro. Il Campo introduce nello spazio civile della città un’eccezione inquietante e antica: le persone vi sono recluse non per qualcosa che hanno fatto ma per qualcosa che sono.
The native is the thing inside the fence__ F. Fanon
A ghost city inside the real city. Voices from the C.I.E. Identification and deportation Centre, a detention centre for immigrants; in Italy half a million people can be detained in a place like this for 18 months. These people are “illegal immigrants” a category this place contributes to create. The Camp renames through its bars the bodies of the people it confines.
A Red Cross volunteer with her hospitality uniform guides us through her camp, her game field, while prisoners’ voices call out from the radio. A journey inside the Camp, its rules and its orwellian language, inside a close and myopic look/gaze on the other . The Camp introduces in the civil space of the city a disturbing and old exception: people are not detained for something they did but who something they supposedly are.
ORTIKA
gruppo teatrale nomade – è un giovane ensemble femminile di lavoro composto da Alice Conti, ideatrice, regista e performer, Chiara Zingariello, scrittrice e antropologa, Alice Colla, disegnatrice luce, Eleonora Duse, costumista, Greta Canalis restauratrice di bambole, Valeria Zecchino assistente di produzione. ORTIKA e un gruppo informale di affinità, dal 2011 produce lavori teatrali e performativi che nascono da interviste e dalla pratica dell’osservazione partecipante e reinterpretano la contemporaneità in chiave fisica, visiva, musicale e tragicomica.
ORTIKA
nomad theatre group – is an all-girls young ensemble composed by Alice Conti, director and performer, Chiara Zingariello, writer and anthropologist, Alice Colla, lightening designer, Eleonora Duse costume designer, Greta Canalis doll doctor, Valeria Zecchinato assistant. ORTIKA (nettle) is an informal work and affinity group, since 2011 we produce theatrical and performing shows based on interviews and “participant observation” that reinterpret the contemporary landscape through a physical, visual, musical, and tragicomic key.



