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giovedì 27 ottobre 
Biblioteca Goffredo Mameli | via del Pigneto 22
h 17|
presentazione del libro |
AMIANTO una storia operaia
di Alberto Prunetti (ed. Alegre 2014)
la presentazione del libro si intreccia con il reading di Bartolini / Baronio
“Se uno legge Amianto e non gli arriva la botta, vuol dire che ha la testa sbagliata e si è messo il cuore sotto le scarpe. Vuol dire che i padroni lo hanno lavorato bene”.
Wu Ming 1
“Dolore, divertimento, pena, riflessione, compartecipazione. Quanti testi moderni riescono a suscitare una tale gamma di sentimenti? Eppure ho provato tutto ciò leggendo la storia narrata da Alberto Prunetti. Una nuvola di sensazioni alternanti e contrapposte, quali solo uno scrittore vero riesce a condensare”.
Valerio Evangelisti
“Per importanza civile, qualità e onestà di narrazione, Amianto una storia operaia di Prunetti è sicuramente uno dei grandi libri italiani degli ultimi anni” (L’Indice dei libri).
Renato è un operaio cresciuto nel dopoguerra che ha iniziato a lavorare a quattordici anni. Un lavoratore che scioglie elettrodi in mille scintille di fuoco a pochi passi da gigantesche cisterne di petrolio. Un uomo che respira zinco, piombo e buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d’amianto trova la strada verso il torace.
L’autore del libro è il figlio di Renato. Vive la sua infanzia tra il calcio di strada davanti all’Ilva dimenticata di Follonica e le risse sull’Aurelia, per poi passare dalle certezze del lavoro manuale del padre alla precarietà dei lavori cognitivi. Ricostruisce la storia lavorativa di Renato lottando in tribunale per il riconoscimento dell’amianto come causa della sua morte.
E scopre di esser stato concepito nel luogo simbolo delle morti per la polvere bianca: Casale Monferrato.
“For social scientists and for those interested in a critical analysis of occupational diseases, there is much to gain in a dialogue with works like Amianto. Prunetti’s book allows us to see essential aspects of the history
of the working class in Italy (…)The strongest advantage of dealing with works that have a literary dimension, especially with quality works such as Amianto, is that the narrative element can bring about what the Russian formalists defined as the “estrangement effect”, the power to make us see in a new light something that has always been before our eyes”. Cinzia Greco, “Somatosphere”.
Amianto. Una storia operaia (Asbestos. A Working-Class Story) is written by Alberto Prunetti, an Italian writer who has published fiction and non-fiction since 2003. The book was originally published in 2012 and narrates the life of a factory worker, Renato Prunetti, the author’s father.
Renato’s life is reconstructed from the 1960s when he started to work in his first factory, until his death, at 59, caused by an asbestos-related carcinoma in 2004. The second edition of the book integrates a debate (“Il Triello”) between the author Wu Ming 1 and the writer Girolamo De Michele, which further explores some themes of the main text.
ALBERTO PRUNETTI (Piombino, 1973) ha pubblicato Amianto, una storia operaia e PCSP (Piccola Controstoria Popolare), entrambi con Alegre Edizioni. Traduttore e lavoratore culturale freelance, scrive su Letteraria, Giap, Il Lavoro culturale, Il Manifesto, Repubblica Firenze e altre testate. Amianto ha ricevuto numerosi riconoscimenti: segnalato al Premio Campiello 2013, finalista Premio Pozzale Luigi Russo, finalista Premio Chianti Narrativa, premio Città di Siena, premio speciale della giuria Grotte della Gurfa e premio Scrittore toscano dell’anno 2013.
ALBERTO PRUNETTI was born in Piombino, Italy in 1973. His critically acclaimed memoir Asbestos: A Working Class Story was a Premio Campiello selection in 2013, a finalist for the Premio Pozzale Luigi Russo, and recipient of the Premio Speciale della Giuria Grotte della Gurfa. His nonfiction appears in La Repubblica, Il Manifesto and Il Reportage.



