Site-specific. Allenarsi allo spazio

Pratiche esplorative tra Largo Spartaco e il parco di Torre Fiscale. Il territorio, Garage Zero e CSOA Spartaco raccontati da Fabrizio Aramini

Balconate urbane affacciate su God Bless You di Daniele Ninarello

C’è questo termine, site-specific, che ritorna costantemente nei programmi dei festival, e che in una realtà come Attraversamenti Multipli – a favore di piazza, quartiere – è connaturato alla poetica dell’evento. Qui tutto, o quasi, si svolge attorno a una Largo Spartaco di volta in volta gremita, più o meno raccolta, più o meno silenziosa, mentre dai centosessanta metri del boomerang, il primo edificio in linea del quartiere che delimita la piazza, si accendono le finestre e i balconi in un controluce di sagome, di balconate urbane su un teatro che prova a gridare al presente. In questo contesto insistono poi le pratiche esplorative che creano un dialogo diretto tra spettatore e spazio.

È intorno al boomerang e dentro Garage Zero che il progetto di Alessandro Carboni, in un’operazione di 1. Osservazione, 2. Cattura – mappatura dello spazio urbano attraverso azioni corporali, 3. Estrazione – re-enactment selettivo delle azioni in studio, 4. Trasmissione – corporal map/score coreografico, ci invita ad alzare la testa, a guardarci intorno. E sempre da qui partiamo, dietro Valerio Sirna, con Mamma Roma, in un’esplorazione urbana che ci porta fino al parco di Torre Fiscale, tra le ombre degli acquedotti e le abitazioni alternative, verso luoghi non percorsi.

Ci viene in mente l’astronauta, logo di Attraversamenti Multipli 2018, e il suo viaggio verso uno spazio prima sconosciuto. Oggi che la narrazione dominante ci racconta che lo spazio deve invece essere chiuso, le occupazioni sgomberate, l’accoglienza declassata a sopportazione, l’iscrizione anagrafica negata, forse site-specific dovremmo diventarlo tutti. Riappropriarci di uno spazio urbano e sociale – più che social – nel quale ritrovarci. Decidiamo così di fare un intervento site-specific anche noi, di seguire Fabrizio Aramini del CSOA Spartaco e di farci raccontare come in questo quartiere, che una volta si chiamava Cecafumo, è cominciata la relazione con il territorio che oggi permette, tra le altre, la collaborazione con Attraversamenti Multipli.

IL CENTRO SOCIALE 

L’esterno del CSOA Spartaco

«Intorno agli anni ’80 inizia il movimento dei centri sociali, spazi normalmente abbandonati nei quartieri che i giovani decidono di occupare per farli funzionare come luoghi di aggregazione. L’idea è quella di entrare illegalmente dentro uno spazio abbandonato per restituirlo al quartiere e creare dei servizi che non ci sono. L’obiettivo era quello di prendere parola: abbiamo dei progetti e vogliamo metterli in campo, se la politica non risponde alle esigenze vere, le persone si organizzano per risolvere il problema, come quello di incontrarsi e scambiare idee. Lo Spartaco è occupato dal 1999. In venti anni abbiamo cambiato molte attività. Quest’anno abbiamo diversi progetti tra i quali la Murga, la banda Cecafumo, la Trattoria Popolare che organizza cene solidali, laboratori di teatro, ciclofficina, sala prove, swing, uno sportello per le donne».

I GARAGE DEL RUDERE DI VIA SACUNTO. GARAGE ZERO E LA PALESTRA POPOLARE

foto Carolina Farina

«Questi alle spalle di Largo Spartaco sono dei garage che erano stati abbandonati da circa sessant’anni, dovevano far parte di quello che noi chiamiamo il rudere di  via Sacunto, una struttura pubblica che la Regione non ha mai finito di costruire. Fino agli inizi degli anni 2000 erano uno di quei posti nei quali quando sei piccolo tua madre ti dice “va’ dappertutto ma non andare là”; ecco questo era uno di quei “non là”, terra di nessuno. Finché nel 2008 i ragazzi di Spartaco, con la consulta del quartiere, decidono di occuparli per rimetterli in piedi. Era tutto abbandonato, c’erano metri di immondizia; è servito un anno di lavori per poter cominciare. Il ragionamento quando abbiamo occupato è stato: come si risponde al degrado e all’abbandono? E ci siamo risposti “con lo sport e con la cultura”, e quindi abbiamo deciso di aprire una Palestra popolare e una galleria d’arte – Garage Zero -.

La palestra popolare

Nel 2009 è iniziata l’attività della palestra. Oggi facciamo parte della Federazione, siamo tra le prime cinque palestre di pugilato nel Lazio, tra le prime quaranta in Italia, abbiamo tre campioni italiani, ragazzi che vanno in Nazionale agli Europei, molte ragazze che combattono; facciamo un corso gratuito di pugilato per i bambini fino ai 12 anni perché sappiamo che oggi fare sport non è semplice, perché costa. E fare sport non è solo divertimento, ma anche socialità, salute. Lavoriamo anche con tanti centri di accoglienza. E poi la cosa bella è che è aperta a tutti, dall’anziano al bambino, fino al professionista; è diventata una famiglia. Il simbolo della palestra è la formica, è un animale piccolo piccolo, che da solo non fa niente, però se si organizza con gli altri scava le montagne, è operaio, lavora, non dorme mai. Noi siamo come le formiche, stiamo sottoterra, lavoriamo e piano piano e tutti insieme riusciamo a creare qualcosa di buono».

ALTRI PROGETTI E COLLABORAZIONI SUL TERRITORIO

«C’è la Tenda contro la crisi, che nasce riprendendo il progetto di un vecchio medico che faceva un ambulatorio solidale e gratuito per i senzatetto e migranti. Insieme alla famiglia abbiamo riaperto l’ambulatorio e lo abbiamo implementato con diversi servizi, istituendo la mensa gratuita due volte a settimana, il medico, la distribuzione dei pacchi grazie a una rete di vari ristoranti di zona. Poi l’Officina popolare, uno spazio occupato del territorio nel quale i disoccupati possono fare dei lavori nella zona. E il progetto ECCOCI, spazio studio dentro il municipio, nato da una vertenza che abbiamo fatto sulla riapertura di una mediateca pubblica che ha chiuso: in collaborazione con la biblioteca comunale Mediateca Rossellini abbiamo aperto questo spazio studio molto attivo».

Salutiamo Fabrizio e lo ringraziamo, ora deve andare a prendere delle fiaccole per illuminare la rampa di Garage Zero perché più tardi Collettivo Cinetico presenta I X I No, non distruggeremo Garage Zero. Noi intanto ci mettiamo a mangiare in piazza, prendiamo parte alla festa, allo spazio, insieme a un gruppo di persone tornate ora da Mamma Roma.

Luca Lòtano, Maki Hafiz Hesan, Mahamadou Kara Traore

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