Abbiamo chiesto a Ludovica Labanchi, nella REdazione Meticcia per Dominio Pubblico, di raccontarci quali sono gli spettacoli di sabato 14 settembre 2019 ad Attraversamenti Multipli, leggendo la lingua fārsī.

Raffaele Urselli (Phd in African Studies), che ringraziamo, ci ha raccontato qualcosa sulla lingua fārsī.

La lingua persiana, chiamata fārsī, è la lingua ufficiale del “paese degli Arya”, l’Iran – il nome Arya era usato per distinguersi da un gruppo di parlanti di diverse lingue iraniche e indo-arie, gli ariani appunto. Parlata da più della metà della popolazione persiana, viene usata e capita da milioni di abitanti dei paesi vicini come il Pakistan, l’India, il Turkmenistan e l’Afghanistan; in quest’ultimo è noto come “Dari” (farsi orientale). Il Farsi, caratterizzato da una spiccata musicalità, ha tuttavia una origine indoeuropea che lo rende strettamente collegata al greco, al latino, alle lingue slave, nonché all’inglese. Queste connessioni si possono notare anche in numerose parole: padre (padar), madre (madar) testimoniano la comune radice indoeuropea pətér e màtér, come anche il termine dokhtar, che significa “figlia”, in cui appare evidente la vicinanza con l’inglese “daughter”. Lo stesso vale per barodar, fratello, in cui la somiglianza con l’inglese brother, il sanscrito bhratà, il russo brat, e il latino frater è evidente a “orecchio nudo”. Gli Iraniani fanno altresì uso di un numero consistente di parole provenienti dalla lingua araba (oltre allo stesso alfabeto, con l’aggiunta di quattro lettere), entrate nel vocabolario come naturale conseguenza della conquista della Persia da parte degli Arabi tra il VII e VIII secolo d.C.

RE.M. REdazione Meticcia

 

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