#sconfinamenti linguistici. La lingua bambara

Abbiamo chiesto a uno spettatore di Mamma Roma di raccontarci quali sono gli spettacoli di venerdì 28 settembre ad Attraversamenti Multipli, leggendo la lingua bambara.

#sconfinamenti linguistici è una rubrica del blog curato da Spettatori Migranti/Attori Sociali 

Raffaele Urselli (Phd in African Studies), che ringraziamo, ci ha raccontato qualcosa sulla lingua bambara.

In giallo la diffusione del Bambara

Il bambara, bamanankan per i suoi locutori, è una delle lingue nazionali del Mali, certamente la più parlata nel paese. Come il Mandinka, appartiene al gruppo delle lingue Mande che, in Africa occidentale, compongono un continuum dialettale cui è impossibile porre limiti e barriere geografiche netti. Il Bambara si è diffuso nel XVIII secolo grazie all’espansione dell’Impero Bamana. La diffusione dell’islam si è poi imposta sul Bambara non senza incontrare resistenze: lo stesso termine bamankan indica la vocazione audace e coraggiosa di “chi rifiuta di sottomettersi al padrone” (Ban ma na). Tuttavia nel primo Novecento, molti Bambara iniziarono a convertirsi all’Islam, nonostante la storica inimicizia, come strategia per opporsi al Governo coloniale francese. Oggi quando si parla del Bambara si fa allusione al gruppo Mandingo, che insieme alla lingua Mandinka, Khassonkè e Dioula compone un insieme dialettale mutualmente comprensibile, dalla Costa D’Avorio al Burkina Faso, passando per il Mali e il Senegal.

La Redazione

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