Il blog di Attraversamenti Multipli 2016

In viaggio. In mezzo. Albania Casa Mia.

Diario di bordo

Giorno 3 di navigazione

 “Albania casa mia” 

di e con ALEKSANDROS MEMETAJ

regia di GIAMPIERO RAPPA

Siamo nel porto di Centrale Preneste Teatro da due giorni e quella nuvola sembra non voler andare via.

Tra l’equipaggio si vocifera qualcosa e sono tutti davanti alla sala comune che attendono di entrare. Pare ci sia un certo Aleksandros Memetaj intento a raccontare una storia.

14825710_10210863633808895_677567349_nCi attende. Entriamo.

C’è solo lui in scena, in mezzo, lui e la sua storia, la sua voce, il suo corpo, la sua famiglia e la sua terra.

Aleks è albanese.

Nella sua infanzia, in Veneto, nessuno sembrava mai dimenticarsene,  soprattutto le suore con cui studiava e qualche compagno scomodo.

Ma non c’è niente che uno di Valona non possa fare ” e così ebbe su entrambi la sua rivincita.

Il suo viaggio si colloca in mezzo alla sua storia. Il traghetto per l’ Albania, la fila interminabile di macchine nel porto di Brindisi, la puzza di piedi e il forte odore ROSSO MARLBORO nella sala dei grandi..poi IL MARE e la sua TERRA in lontananza.Descrive dettagliatamente ogni cosa, e con semplicità, mentre rivive quei momenti, ci porta in viaggio con lui, facendoci immergere nello sguardo curioso ed entusiasta di un bambino, in mezzo tra due mondi.

Aleks non ricorda, ma quel viaggio lui l’ha già affrontato, al contrario, da neonato, in braccio al padre e insieme alla madre, su un peschereccio di gamberetti.168642155-pescatore-di-gamberetti-canale-di-beagle-capo-horn-tierra-del-fuego

La storia si ferma. Fa un salto indietro e in un attimo ci ritroviamo nel 1991.

Questa volta sono gli occhi del padre a raccontarcela. Gli occhi di un uomo che guardano l’ Italia con speranza, e che la stessa Italia ferisce. Gli stessi occhi che, guardando la moglie, trovano il coraggio di ripartire.

Quella notte Aleks aveva 5 mesi e 40 di febbre,  ma non c’è niente che uno di Valona non possa fare e così, con la forza del padre e il coraggio della madre, dopo una nottata di viaggio tesa,silenziosa e insonne, arriva nel porto di Brindisi.

È ora il muro del porto a segnare il loro traguardo, sono in mezzo.

 ” Al 3 saltiamo… Uno ………..due…………………………………..TRE !!!!!” 

Caterina Occulto.

Lascia un commento